mercoledì 31 agosto 2011

[garetta] Il Kilometro Violento!

In preparazione la garetta di fine settembre ad opera del DrimTim: "Il Kilometro Violento! Sprint race"

Le info, gli sponsor, i dettagli sul sito!

domenica 28 agosto 2011

Biricchino

Olè!
Manubrietto nuovo per il fixo cittadino: grazie alla Ciclofficina Stecca in apertura ufficiosa domenicale il mega-crono ribassatissimo by Suino è sostituito da uno da mtb anch'esso in ferraccio ma per ora più comodo.
La bici è diventata molto più sbarazzina.
Foto soon

sabato 27 agosto 2011

Fornelletto ad alcool #2



Ho pimpato il fornelletto! :)

Leggendo e guardando la gran quantità di materiale che la rete mette a disposizione ho deciso di fare un improvement del fornello.
Giocherellando mentre tentavo di farne un secondo ho cominciato a notare il modo in cui certe caratteristiche influenzavano la resa e l'intesità della fiamma: diametro dei fori e loro numero, ossigenazione della fiamma, finitura dei tagli. 
Ho verificato che assottigliare troppo rende più difficile l'accoppiamento delle due parti oltre a ridurre l'autonomia potenziale e se i fori son troppo piccoli l'alcool gassificato non defluisce attraverso di essi ma converge nel foro centrale superando la paratia.

Prima operazione ingrandire leggermente alcuni fori in modo quasi-simmetrico usando una puntina da disegno: cominciato con 4 poi arrivato a 8 e mi sono fermato perché i risultati erano soddisfacenti. Naturalmente ciascuno lo costruisce secondo le proprie necessità: il mio proposito è quello di ottenere un fornelletto utile a scaldare un tegamino per una/due persone quindi del diametro di 10-15cm (non oltre!). Per questo ho preferito lasciare che la fiamma convergesse abbastanza al centro anziché creare una condizione limite di alta pressione che avrebbe reso la fiamma inutilmente più larga.
Perfezionata la fiamma son passato a modificare l'autonomia. La cosa più importante dopo aver portato a temperatura di ebollizione l'acqua da potabilizzare o da usare per il the o per cucinare resta solo quella di mantenerla in temperatura compensando il normale raffreddamento. In estate (soprattutto in questa estate!) questo processo è meno pronunciato che nelle altre stagioni: serve un modo per moderare la fiamma.

In questo senso la prima idea, quella di Stefanobi, era di usare uno scatolino di caramelle per ostruire parzialmente l'ossigenazione e quindi ridurre la combustione l'altra che ho provato era di creare una fascia che avvolgesse il fornelletto e che permettesse di essere regolata quanto a posizione per ridurre l'afflusso d'aria fresca. Restano da fare le prove di durata della combustione che farò in modo scientifico una volta recuperato un misurino per quantificare l'alcool introdotto. Presto farò una tabella che riporti le quantità di combustibile e la tempistica della fiamma, la presenza del riduttore oltre che i tempi di ebollizione dei miei "pentolini standard" alluminio e acciaio.
Per ora: 2:30minuti per ottenere le fiammelle e con l'alcool che copre perfettamente il fondo curvo della lattina la fiamma dura 10minuti totali.

venerdì 26 agosto 2011

Fornelletto ad alcool


Inserisci link
Autocostruito

Materiali: 2 lattine

Costo: €1,40

Peso: trascurabile

Soddisfazione: tanta



..aggiunte modifiche!!




giovedì 25 agosto 2011

Trekking


Dopo aver considerato i principi racchiusi nel "manifesto woodvivor" che considero fondamentali ed inalienabili quando si viaggia nella natura, vediamo cosa è il trekking -il modo che scelgo per viaggiare- cosa permette e cosa comporta?
È un'attività svolta visitando zone dove i trasporti nel senso comune del termine non sono disponibili. Gli spostamenti vengono effettuati principalmente spostandosi a piedi. È differente dall'alpinismo o dall'hiking e consiste in giorni passati in autonomia esplorando.
Il termine deriva da una parola africana che significa viaggiare, venne acquisita dal vocabolario inglese per diventare il vocabolo che conosciamo oggi. Negli Stati Uniti viene anche chiamato backpacking facendo riferimento al fatto che il viaggiatore porta con il proprio zaino le risorse che ritiene necessarie per la notte e per la propria sussistenza.



Può consistere nel trascorrere una sola notte o mesi fuori dagli abituali percorsi di rifornimento e per questo può essere organizzato in modo da prevedere il passaggio per luoghi per effettuare rifornimenti. Un viaggio di un giorno senza il trascorrere la notte in autonomia è chiamato day hike. A prescindere dalle definizioni che spesso sono separate da sfumature etimologiche che si perdono nelle traduzioni (soprattutto quelle profane come le mie! ndr) e da interpretazioni date al viaggio stesso, fare trekking comporta il trascorrere del tempo nella natura in autonomia e in condizioni sostanzialmente più spartane del camping. Nelle zone di transito -anche solo stagionale- di un numero considerevole di viaggiatori possono essere previste dalle autorità di controllo locali delle zone di riferimento generalmente per il bivacco ma anche per il campeggio a breve termine organizzando luoghi adatti ad accendere un fuoco e gestirlo in sicurezza e per la raccolta della legna da ardere. Nel caso in cui il percorso porti il viaggiatore lontano dalle zone di principale passaggio questi dovrà scegliere sotto la propria responsabilità il luogo per trascorrere la notte e -in casi eccezionali- per l'accensione di un fuoco.



La maggior parte dei viaggiatori che fanno trekking/backpacking/hiking convengono sulla necessità di ridurre al minimo il segno del proprio passaggio seguendo il motto del low-impact backpacking, il viaggiare a basso impatto: "Leave nothing but footprints. Take nothing but photos. Kill nothing but time. Keep nothing but memories" "che grossolanamente tradotto sarebbe qualcosa tipo: "non lasciare altro che impronte, non prender altro che foto, non ammazzare nulla tranne il tempo, non trattenere altro che i ricordi dell'esperienza".



La motivazione principale che spinge a fare backpacking/trekking è ludica: esplorare luoghi considerati belli, ma che non potrebbero essere raggiunti in altro modo. Un trekker è in grado di attraversare più in profondità zone remote lontano dalle comodità solite a cui è abituata la gente rispetto ad un day-hiker. Inoltre molti viaggi di trekking fatti nei weekend seguono percorsi che per distanza potrebbero essere compiuti in un solo giorno di hiking ma i trekker scelgono di suddividerli in più giorni per passare la notte nella natura.



Le possibilità e i vantaggi portano con se anche degli svantaggi. Prima di tutto il peso del bagaglio e dell'attrezzatura. La maggior parte dei backpacker devono spostarsi molto più lentamente degli hicker, e molto del loro tempo può essere dedicato nel montare, smontare il campo e procurarsi cibo. D'altra parte con la pratica questi tempi morti si riducono tantissimo. Il viaggiatore con zaino a spalla può trovarsi ad affrontare diverse condizioni avverse come il cattivo tempo, percorsi difficili, attraversamento di fiumi e guado di torrenti impetuosi, oltre che animali ostili. Possono ammalarsi o rischiare altre situazioni debilitanti come disidratazione, colpi di calore o ferite. Questi rischi non fanno desistere i trekker che si preparano appropriatamente accettando il rischio.



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martedì 23 agosto 2011

Fixo

Ripreso lo scatto lesso: che goduria girare in città con la brezza autoprodotta che rinfresca/riscalda la pelle.
È altrettanto bello accorgersi all'improvviso

lunedì 22 agosto 2011

Destino

Se è celebre il detto "era destino" è altrettanto rinomato quello che recita "il destino ce lo si costruisce". Comunque ci si voglia porre nella millenaria questione, comprendere o sentire gli eventi che saranno ci rende spesso ciechi a tutto ciò che è.

Un notevole giro di parole che io stesso da qualche tempo mi chiedevo dove mi stesse portando: riprenderò il blog o lo lascerò come inglorioso tributo ai posteri?

...e mentre continuavo a filosofeggiare, studiare ed indagare con l'ausilio -mai ammissibile- di pendolini magici, cristalli, candele nere, bamboline ad hoc, oroscopi e riti di vario genere mi ritrovo con il fido destriero biciclo