lunedì 31 agosto 2009

31/8 BIKE POLO DI FINE ESTATE!


Ecco che faccio eco ad un nuovo evento by +bc!!

"L'idea è di coinvolgere più dei soliti incalliti giocatori un po di nuovi arrivati che magari non hanno mai giocato ma che vorrebbero provare.
Ambiente rilassato.Voglia di divertirsi. Le mazze le mettiamo noi ;P !!!

Venite e scusate per il poco anticipo!!!
Stasera 22.00 i ragazzi della stecca organizzano una sessione di bike polo!
L'ignoranza ciclistica
http://www.trashfixed.blogspot.com"

...vedi il forum con il post oriGGinale!
naturalmente in Piazza San Fedele

mercoledì 19 agosto 2009

Working for Pavia-Vigevano-Pavia by Ticino

Eh si, non posso non continuare a pensare al viaggetto nel verde e quanto è stato divertente: appena metto insieme i pochi soldi per il treno vado a Pavia per fare il giretto completo del Ticino.


La MTB è d'obbligo (o quasi ;) almeno quanto toppe, caschetto, borraccia, occhiali da sole, pantaloncino imbottito ma largo (quello da MounTain Bike appunto) e tanto, tanto, proprio tanto Áutan o Autàn e uno zainetto [..per la cronaca ho lavato in lavatrice a 40° il Quechua Arpenaz 10, lo zainetto economico della decathlon, anche se c'era scritto di lavarlo a mano: è perfetto].


Anche un GPS per tracciare il percorso non sarebbe male ma per ora resta solo un'idea scritta su di un post-it e bastano cartina e bussola fedele.


Il treno dovrebbe permetter di girare con più tranquillità permettendo di badare anche al "paesaggio" in vista di un po' di trekking e non solo al tracciato.



Ref:
Percorso e note: Secondo Esodo di Agosto
Il trasporto della bici non smontata è di 3soldi e vale 24h.
Il trasporto dell'umano al seguito non lo so: consulterò il sito di trenitaGlia..


Addendum:
Deciso per MTB singlespeed con anteriore 622-32 e posteriore 590-"quel-che-entra" quindi devo rifare la raggiatura alla posteriore.


Chi c'è!?

martedì 18 agosto 2009

martedì 11 agosto 2009

Secondo esodo di Agosto!

Tutto fatto!
..e risolti i problemi con la tastiera ribelle facciamo un piccolo resoconto del giro di prova picolo corto e senza tanti partecipanti.. in effetti siam stati in due ma più che un giro di prova piccola ed indolore è stata una vera Prova degna dei percorsi cicloturisici-ciclocrossistici più impegnativi!

La partenza posticipata alle 8 mi dava preocupazione e temevo di incontrare la folla solita della ciclabile, per fortuna Ben ha insistito e ci siam fatti qualche ora in più di sonno: miracolosamente la ciclabile era V-U-O-T-A-!! si, vuota: nessun pedone, nessun podista, nessun ciclista oltre a Ben e me. Talmente vuota che a un certo punto ci siam resi onto di esser arivati ad Abbiategrasso. Bramosi di pedalare ci siam proposti di fare altra strada e secondo la migliore tradizione degli esploratori siam andati a "vedere cosa c'è laggiù" seguendo un canale a caso ed ignorando i nuvoloni scuri all'orizzonte.

Fra campi e canali, contadini e frutteti abbiam proseguito evitando per quanto possibile l'asfalto rotto e le buche. Una improvvisa pioggia ci ha costretti ad una sosta sotto una tettoia di una cascina, il lato brutto della cascina visto che la fragranza che aleggiava nell'aria era di stallatico bello fermentato.. Pedalando avevamo notato cartelli di forma e colore ricorrenti e ripartendo più per curiosità che altro ci siam fermati a sbirciare cosa ci fosse scritto: abbiam così scoperto di seguire un perscorso ciclopedonale turistico e incoraggiati dalle cartine dettagliate che ci informavano riguardo zona e punti di interesse abbiam proseguito.

Il tragitto è stato scorrevole almeno per me che avevo le mie fide ruotine con copertonicini da 23mm, un po' più pesante per Ben che aveva montato dei 28mm. Strade, traverse, ponti piccolipiccoli e chiuse, persino 3 uomini intenti a rimuovere la vegetazione che ostruiva uno dei filtri delle chiuse: canotta fluo di sicurezza + pantaloncino corto + stivalacci verdi in gomma "bollimi-i-piedi"... non li invidiavo.
Tra una chiacchera e l'altra raggiungiamo Bereguardo, bella cittadella che soleggiata appare serena e cordiale; uno sguardo al Castello della città e riapartiamo alla volta di Pavia.




Visualizzazione ingrandita della mappa


Stradina carina quella che ci porta a Pavia: macchine veloci ma non troppo pericolose, campagna silenziosa e tante villette colorate. Pedaliamo e appena arrivati a Pavia badabùm! ..l'anteriore di Ben decide di prendersi un po' di riposo: pit stop necessario e torna alta la voglia di pedalare.

-Tutto fatto! -Che facciamo? -Dove siamo? -Dove andiamo?
Fatto il punto della posizione andiamo partiamo alla volta del Ticino: siam arrivati fin qui, andiamo a vederlo, no?
I passanti sono cordiali e simpatici e alcuni si accorgono della natura delle nostre bici: incredibile!
Qualche informazione fortunata e raggiungiamo il Ponte Vecchio in direzione di Borgo Ticino.

Pausa per raccimolare energie e viveri e torniamo al Ponte Vecchio ponendoci il quesito: -Cosa facciamo adesso?
Dietro una siepe scorgamo un cartello simile a quelli che ci hanno condoto a Pavia e in breve la decisione è presa: si parte alla volta di Vigevano! Percorreremo le strade che costeggiano il fiume e tutto sarà semplice e tranquillo.
In effetti l'inizio non è malvagio e ci entusiasma. In poco ci troviamo a costeggiare il fiume seguendo un sentiero bianco di terra battuta e di pietrisco abbastanza divertente che diventerà la nostra strada.


Visualizzazione ingrandita della mappa

Fino a Cascina Venara siamo ancora nel mondo conosciuto ma poi il bosco del Parco del Ticino ci avvolge e non ci sono mappe che possano mostrare chiaramente il percorso.
Restiamo solo noi testimoni del viaggio nella natura attraverso fango, pietre, radici e .. sabbia. Affrontarla con le ruotine lisce&sottili
e un rapporto da 3 non è affatto semplice e senza allenamento probabilmente non lo sarebbe neanche con una MTB con le carte in regola.
Tutto il viaggio diventa all'insegna della forza di volontà. Una mia foratura, boschi e viottoli, risaie e campi, falchi, cicogne bianche, aironi.. seguendo un percorso ben più lungo dei 30km previsti abbiamo potuto incontrare la natura totalizzando 155km di cui incredibilmente almeno 50 attraverso il verde quasi-selvaggio del parco.

..e mi è tornata la voglia di riprendere a fare trekking attravero i boschi: vado a preparare lo zaino :)


mercoledì 5 agosto 2009

Secondo Esodo di Agosto?


Quando tutti saranno presi dal secondo esodo di agosto, incolonnati per qualche casello o sgomitanti per un pezzetto di spiaggia io sarò in giro per sterrati e strade bianche a battezzare Dumbò, la mia mtb-singlespeed ventottizzata, che perfezionerò per questo weekend.


In effetti mi resta solo da definire il percorso (si accettano proposte e partecipanti anche combo treno+bici!) anche se già leggevo di qualche giro per la lombardia.. ma boh.. dovrei fare tutto il percorso iniziale con un fantastico libero 42 x 20 ..

-1-
Una possibilità sarebbe Pavia-Vigevano-Pavia con andata e ritorno in treno o con passaggio di andata/ritorno da Abbiategrasso:



..chi c'è?!


S'è rotta la ruota: che faccio? prendo una bici nuova?

Tanta confusione e timore nel guardare alla grande piccola infinitamente importante invenzione che ha cambiato la storia.

la RUOTA: il concetto base della ruota è che in un punto, uno solo, quello di contatto con il suolo, la velocità relativa è nulla. se non è nulla la ruota sta scivolando [skid in inglese]: lo scivolamento può essere voluto o involontario e va sempre e comunque controllato e -in un normale utilizzo del mezzo- prevenuto.

la RUOTA della BICICLETTA: come scriveva il grande Sheldon Brown, concorrenza e rivalità fra nazioni e marchi hanno determinato una infinità di modi di identificare le misure delle componenti che formano questo fantastico oggetto/meccanismo.

la ruota della bici è composta da 4 principali componenti:
- il mozzo che tramite l'asse che lo attraversa contiene il vero e proprio meccanismo di rotazione
- i raggi che incrociati in modi differenti e con lunghezze diverse legano il mozzo al cerchione
- il cerchione, volgarmente il tondo intorno, che in alluminio, acciaio o legno si occupa di dare la forma "tonda" alla ruota e che viene ricoperto con il sucessivo "sistema di contatto con il suolo"
- il contatto con il suolo avviene tramite un sistema: il piu' diffuso è quello camera d'aria+copertoncino, ma la storia ha visto anche ruote di plastica o piene di altro, copertoni tubeless o tubolari palmer usati soprattutto in passato nelle bici da corsa per la loro scorrevolezza.

la base per caratterizzare una ruota è il diametro del cerchione.
in gergo si parla principalmente di "ruote" da 28, da 26 o da mountainbike.
purtroppo non e' tutto cosi' semplice: bisogna tener presente le varie nomenclature [quasi unità di misura] che permettono di riconoscere il cerchione in questione ed eventualmente sostituirlo con uno equivalente o quasi.

La notissima "ruota da 28" è caratterizzata un cerchione che in altri metodi di misura viene definito "da 700" o secondo l'unità di misura ISO* attualmente convenuta come universale e ufficiale E.T.R.T.O. "622".
un bel po' di confusione per chi è alle prime armi :) soprattutto tenendo presente che per diversi anni, motivati dalla concorrenza sleale molti marchi denominavano con sigle appositamente errate sovradimensionando cerchi più piccoli per vincere la battaglia del peso.

PROBLEMA N.1:
ho una bici vecchia con il cerchione storto come faccio?

se la "stortura" è notevole e/o il cerchio è compromesso, criccato o comunque non raddrizzabile con il tensionamento dei raggi resta solo da sostituire il cerchio.
il problema è trovare un cerchio compatibile per la propria ruota compromessa da anni in cantina, ruggine, pavè killer, incidenti, automobilisti stronzi che ci parcheggiano su.

Primo passo è cercare i riferimenti del copertone, o quel che è.
Si, il copertone: su di esso son sempre scritti i dati del cerchio su cui sarà montato.
Bisogna cercare sigle del tipo:
650 x 28 (tipico copertone per bici da passeggio "da donna")
622 x 32 (un modo per chiamare un copertone "un po' largo" per ruote 28)
622 x 23 (tipico copertone da corsa)
700 x 23 C oppure 700C x 23 (equivalente al precedente)
26 x 1.75 che è non compatibile con 26 x 1 3/4 anceh se matematicamente sono equivalenti.
E' necessaria quindi cautela e precesione nell'annotare i dati.

Altro passo è cercare conferma in qualche serigrafia od etichetta sul cerchione: in passato i cerchi in acciaio riportavano tutti la propria misura.

Fatti questi due semplici passi, se le misure coincidono, si è pronti per cominciare la ricerca nei negozi o in ciclofficine popolari.

La domanda è naturale: " e lo dovevi scrivere te?!"
La risposta altrettanto: "C'è anche chi non è pratico di queste cose e si potrebbe perdere in un bicchier d'acqua spendendo inutilmente o rinunciando a priori, davvero."


PROBLEMA N.2:
ho una bici vecchia con il cerchione storto, ne ho trovato uno come faccio
per sostituirlo?
la tecnica furbetta tramandata nei secoli narra che se il cerchio "nuovo" è identico al "vecchio" si può sostituire senza dover conoscere le tecniche di incrocio dei raggi:
> come primo passo basta procurarsi una scatola di elasticini con i quali si legheranno a coppie i raggi negli incroci in modo che non si sciolgano sul più bello -nastro adesivo di qualsiasi tipo andrebbe bene comunque-
> affiancare il cerchio "nuovo" al "vecchio" badando ad affiancare l'un l'altro i due fori per le valvole e fissarli tra loro
> con l'apposito attrezzo chiamato tiraraggi
** [o giraraggi o coso per i raggi o fatt'apposta] svitare dal cerchio vecchio i "cosini" alla fine del raggio fino al completo distacco, inoltre conviene scegliere coppie di cosini da svitare corrispondenti a coppie di raggi legati fra loro.
> riavvitare i cosini sui raggi, ma attraverso i fori del nuovo cerchio.
> con l'ausilio del tiraraggi tensionare tutti i raggi in modo uniforme, prima, e in modo da rendere il cerchio "rotondo", dopo..
> finito!
la ruota creata/clonata dovrebbe permettere di ri-usare la bici in modo relativamente rapido anche se non assicura "prestazioni da competizione" dovrebbe funzionare.


* International Organization for Standardization
** il tiraraggi può essere acquistato per pochi euro anche in ipermercati, è cosigliabile utilizzare uno tipo multi-misura, in genere di forma rotonda, dato che non è da escludere la necessità di usare misure differenti: le più diffuse sono la n°14 e la n°15.


domenica 2 agosto 2009

domenica 2 agosto: e s'è fatto!


ok, di ritorno dal girello domenicale non posso non tener presente che c'ho messo un po' a riaprire le mani e ristabilire le normali funzioni prensili: liberare il manubrio dalla ferrea presa è stato davvero impegnativo.
Pianura piatta e tranquilla fino a Macherio e poi oltre: 45km non stop fino al parcheggio del solito supermercato in direzione Erba-Merone. Rebrief e conveniamo che bisogna tornare sui nostri passi e per trovare la strada "giusta". Purtroppo dovremo invertire nuovamente il senso di marcia e proseguire per Erba a causa della mancanza di indicazioni anche solo approssimative.
Dopotutto fin qui tutto bene: percorso scorrevole, media discreta e gruppo compatto.
Ma ...
In effetti il percorso non coincidente con quello pianificato ci fa attraversare paesini e centri abitati con relativi rallentamenti e complicazioni: le sorprese cominciano ad arrivare.
Anche in questo poco male se non fosse che siamo vicini alle prime colline e i paesini sono un po' sparpagliati sui cocuzzoli: comincia una sequenza pressoché infinita di sali-scendi con pendenze spesso notevoli.
I pochi chilometri tra Merone, Montorfano e Lipomo sono fra i più impegnativi: ormai prossimi al lago, convinto e determinato, esorto il gruppo a proseguire per la strada in discesa con la frase assai convincente "il lago deve essere in basso" ed invece in puro stile te-lo-avevo-detto comincia lo sterrato e ci tocca rifare la salita, ma dopo poco raggiungiamo il nostro obiettivo il Lago di Montorfano.
-fine primo tempo: si beve si scherza-
C'è il sole e siamo allegri e riprendiamo un buon ritmo.
Successivamente seguono salite cui seguono salite più ripide, a cui seguono salite ancora più ripide, queste ultime (Murphy docet) caratterizzate da un fantastico vento teso contrario, asfalto nuovissimo con effetto super-attrito intervallato da zone senza asfalto con tombini a sbalzo e canaline di scolo scoperte per le acque reflue che attraversano a sorpresa il già tanto finemente bestemmiato manto stradale assente. E continuerà cosi' fino a Lipomo e poi anche a Como che sfioreremo ridirigendoci ad Albate. Con le mani avvinghiate al manubrio compagno di tante avventure finiscono le salite.
Finalmente qualche discesa rilassante e rinfrenscante che fa felici i ciclisti con bdc ma da affrontare con attenzione con lo scatto fisso :)
Dopo altri improvvisi ma più docili saliscendi imbocchiamo la SP35 che rapida ci porta dritta-dritta verso Milano: regime bello alto in media oltre i 35km/h con punte verso i 40. Il traffico che ci circonda diventa sempre più rapido e in parte ci incita a mantenere regimi notevoli tuttavia sorge il sospetto che la strada non sia prettamente "provinciale" (scoprirò poi che la SP35 si trasforma senza alcun segnale in SS35 con relativi divieti e limiti). Intimorito da velocità e traffico in aumento guido il gruppo verso lo svincolo per Monza in direzione della quale prendiamo la SP36, la strada stregata che ci cattura ad ogni ritorno e che ci riporta a casa.. il resto e' prassi: arrivati al parco nord passiamo per la ciclabile e poi proseguiamo fino a Maciachini e via Farini dove ci separeremo dirigendoci verso la doccia.

ecco il percorso effettivo di 112km senza il solito tragitto milano-villa reale(monza): Milano-Lago di Montorfano